La mia Londra letteraria (parte 1)

Prima di partire, digitando su Google la parola Londra, ho trovato una lista talmente lunga e talmente varia di cose da vedere, da fare, da mangiare, da visitare, che non sapevo da dove cominciare.
Considerando il web come fonte inesauribile di notizie e spunti, potevo tranquillamente organizzarmi un tour della capitale inglese  solo con i primi tre risultati: se ci provate infatti, trovate che il primo è Booking.com , il secondo è Wikipedia ed il terzo è Visitbritain
In tre pagine c’è tutto il necessario per visitare la città: un posto dove dormire, qualche informazione generale  e suggerimenti su cosa vedere.
Necessario sì, ma non fondamentale: infatti io non sognavo un tour classico, ma qualcosa di decisamente più “magico”.
Per questo motivo, ho chiuso Google ed aperto i miei libri.
LONDRA LETTERARIA
William Shakespeare
Il nome del più grande drammaturgo di ogni tempo è associato a quello del teatro elisabettiano “Shakespeare’s Globe”, il complesso che sorge sulle rive sud del Tamigi a Southwark; si tratta della fedele ricostruzione del teatro originale del diciassettesimo secolo ed ospita diversi spettacoli durante l’anno, di cui uno è sempre un’opera di Shakespeare, recitata in costume da una compagnia di attori esclusivamente maschile (come vuole la tradizione).
Ma forse non tutti sanno che a poca distanza dal Globe c’è un meraviglioso Pub fondato nel 1677,oggi di proprietà della National Trust. Il cartello all’ingresso recita che “The George Inn” ha avuto l’onore di servire birra ed ospitare nelle sue stanze Dickens, Shakespeare ed ora anche me :-). Al 77 di Borough High Street.
Virginia Woolf
Dopo aver visto dove a Saint Ives (Cornovaglia), Virginia Woolf si sedeva e ammirando il faro, scriveva i suoi versi più famosi, ho voluto esplorare il quartiere in cui ha vissuto gran parte della sua esistenza: Bloomsbury. La zona è quella di Camden, tra Gordon Square, Euston Road e Holborn, e lì hanno vissuto nella prima parte del ‘900 moltissimi letterati, scrittori, critici e artisti appartenenti al Bloomsbury Group.
Proprio al 52 di Tavistock Square, Virginia Woolf visse negli anni della scrittura dell’Orlando. Non ho mai nascosto di amare questo libro più di ogni altro della Woolf e di ritenerlo una delle più belle dichiarazioni romantiche della storia della letteratura. Ispirato alla poetessa Vita Sackville West, l’Orlando è un racconto di un’eleganza profonda, di grande finezza psicologica e soprattutto è la narrazione di un grande amore.
Charles Dickens
Dopo aver seguito Samuel Pickwick a Bath, era inevitabile tornare a trovarlo a Londra, luogo in cui uno dei miei scrittori preferiti (Dickens) ha vissuto e ambientato i suoi romanzi più famosi. Oliver Twist, David Copperfield solo per citarne un paio, sono le formidabili descrizioni di questa multiforme e incredibile città.
Per onorare Dickens, nel suo luogo natio, ho fatto due cose:
1.Ho acquistato due libri antichi alla Libreria Quinto & Francis Edward al 72 di Charing Cross Road (“Old Curiosity Shop” edizione del 1903 – e “A Child’s history of England” edizione del 1907)
2.Ed ho bevuto una birra al Pillar’s of Hercules, un pub storico in cui Dickens andava ad ubriacarsi, dietro a Soho Square.
Arthur Conan Doyle e Oscar Wilde
Al numero 1 di Portland Place ha sede il Langham Hotel, luogo in cui il 30 agosto 1889 l’editore J.M. Stoddart del Lippincott’s Magazine commissionò a Wilde e Doyle alcuni romanzi.
Dopo questo incontro i due autori iniziarono a scrivere rispettivamente Il ritratto di Dorian Gray e Il segno dei quattro, poi entrambi pubblicati nel 1890. Stando alle parole di Arthur Conan Doyle, quell’incontro fu determinante per la nascita del personaggio di Sherlock Holmes.
Ah, ovviamente sono andata anche al 221B di Baker Street, ma è stata una visita piuttosto deludente: ho trovato un attore con pipa e cappello, un museo acchiappa-turisti e molta gente che fotografava una casa anonima e poco interessante. Per fortuna lì a due passi c’è un luogo meraviglioso noto come Regent’s Park.
J.K. Rowling
Avevo esordito dicendo che cercavo un pò di magia in questo viaggio a Londra. L’ho trovata a King’s Cross.
Ho esaudito il mio desiderio di visitare il negozio di bacchette di Olivander, mi sono comprata una bella copia della Mappa del Malandrino ed ho aspettato pazientemente per fare la foto al binario 9 e 3/4…
Poi quando stava quasi per arrivare il mio turno per spingere il carrello di Harry Potter, mi sono molto vergognata della mia età ed ho lasciato perdere. Amo l’opera di J.K. Rowling perché rappresenta tutto ciò che cerco nei libri: l’avventura, l’amicizia, la crescita, la ribellione, l’amore, la perdita delle persone care, la rinascita…
Ed è anche ciò che cerco da questo mio viaggio: la scoperta di tutto quello che è davvero importante.

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