Cosa mangiare in Inghilterra (se non avete la fortuna di incontrare lo Chef Bruce Rennie)

Il mio viaggio in terra inglese è ormai giunto al termine… e cosa c’è di meglio di un bel riassunto gastronomico?
D’altra parte, per me, non c’è niente di più invitante, incoraggiante ed esplicativo di una pietanza tradizionale, per descrivere luoghi, usi e costumi di un popolo.
Innanzitutto partiamo dallo sfatare il pregiudizio: “In Inghilterra si mangia male”.
Non è vero. Cioè… non è sempre vero.
Questo piccolo glossario vuole essere una mini guida per chi vuole visitare il paese, senza per forza cercare una “Pizzeria Bella Napoli” in ogni angolo.
Full English Breakfast:
Nel mio lungo girovagare ho dormito spesso nelle Guest Houses. Giusto per spiegare: una Guest house è una casa privata, dove si può dormire e fare colazione, è gestita da una famiglia, che vive lì e che vi tratterà come foste ospiti personali, cucinandovi ogni mattina ciò che desiderate.
La colazione inglese completa è fatta di 5 ingredienti: uova (che potete ordinare come più vi si addicono – io le mangio “scrambled”), bacon (pancetta affumicata e fritta in padella), pomodori (grigliati o crudi), funghi champignon grigliati e fagioli in salsa di pomodoro; il tutto accompagnato da pane tostato (bianco o ai cereali).
Solo un consiglio: cercate di avere sempre appetito al mattino, altrimenti vi sentirete come il nipote che la domenica va a pranzo dalla nonna e non finisce tutto ciò che ha nel piatto (salame, cappelletti, bollito, purè, mostarda, sbrisolona, nocino – al nord; bruschetta, lasagne, genovese, parmigiana, pastiera, limoncello – al sud)… e vedrete sul volto di questi poveri inglesi un’espressione desolata che sembra chiedere “Ma che tieni? Non ti senti bene ‘annonna”?
Cornish Pasty:
Uno degli street Food più buoni di tutto il paese viene dalla Cornovaglia ed è il fagottino di carne. Si tratta di una mezzaluna di sfoglia (o frolla anche a volte) ripiena di spezzatino di manzo, patate e cipolle, e che si trova in tutto il Regno Unito, da Londra ad Inverness.
Ha una lunga storia, ed è stato il primo pasto dei minatori del Sud: le mogli e le madri cuocevano queste “Pasties” e le davano ai mariti e figli per il pranzo in miniera. La crosta doveva essere tenuta tra le mani sporche di polvere e poi gettata nel buio, per nutrire “I Piskies” cioè gli spiritelli della miniera. La verità è che oggi, questo bordo di pasta è talmente buono, che nessuno lo butta mai via!
Cream Tea:
Ho già ampiamente parlato del delizioso Afternoon Tea, ma non mi sono soffermata a sufficienza nel descrivere la bontà degli “Scones with Clotted Cream”. Gli Scones sono dei dolcetti che accompagnano il Tea; ciò che mi piace di loro è che non sono esageratamente dolci e si possono servire con la Panna rappresa (una delle creme più buone mai mangiate in vita mia) e la classica marmellata di fragole.
Il rito del Cream Tea consiste nello spezzare lo scone in due metà (senza usare il coltello) e spalmarlo con una generosa porzione di marmellata. Aggiungere poi la crema. Accompagnare con una tazza di ottimo Tea. Se capovolgendo lo “scone” nulla cade,  significa che state gustando un vero e proprio “English Traditional Cream Tea”.
Pickled Eggs:
Questa ricetta l’ho vista fare a Carole, la signora da cui ho vissuto a Knutsford. Lei fa bollire alcune uova in acqua, poi toglie il guscio e mette le uova in vasi di vetro colmi di una soluzione fatta di aceto, sale, alloro, chiodi di garofano, cannella e acqua di cottura delle rape rosse. Lasciando le uova in infusione per alcuni mesi, le stesse prenderanno un colore rosa molto affascinante. Le “pickled eggs” sono state in passato un ottimo cibo da pic-nic, un accompagnamento agli aperitivi, uno stuzzichino da Pub per fare il cosiddetto fondo ad un venerdì sera piuttosto impegnativo.
P.s.Purtroppo non sono mai riuscita ad assaggiare una di queste uova (a dirla tutta, non so se questa cosa mi provochi più dispiacere o più sollievo)
Sunday Roast:
Il piatto più tipico della zona Nord dell’Inghilterra è il cosiddetto “Roast”: si tratta del pasto della domenica ed è composto da un arrosto (che può essere di manzo, pollo, agnello o maiale), un contorno di patate al forno ed i tradizionali “greens” cioè le verdure verdi ripassate in padella con aglio e peperoncino (broccoli, fave, piselli etc). Inoltre viene servito con lo Yorkshire Pudding, un cestino di pastella a base di uova e latte, cotto in forno, che fa un po’ le veci del pane e permette di raccogliere la deliziosa salsa della carne, più comunemente chiamata “Gravy”.
Seafood & more:
In tutte le zone costiere non fatevi mancare cozze, capesante, tartufi e ostriche (sia crudi che al forno) ed anche il “White Crab” il granchio bianco tipico della Cornovaglia, con il quale è d’obbligo provare la deliziosa zuppa.
**Se poi invece avete la fortuna (come me) di incontrare sulla vostra strada il talentoso Chef Bruce Rennie, cancellate ogni resistenza e lasciate fare a lui il menu… Bruce ha la sensibilità e l’esperienza adeguata, per creare un’itinerario gastronomico fine, equilibrato e gustoso a base del miglior pescato del giorno.
Se siete a Penzance, vi consiglio dunque di prenotare al “The Shore Restaurant” per abbattere definitivamente il pregiudizio “In Inghilterra si mangia male”. http://www.theshorerestaurant.uk

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