Il Mondo piccolo di Don Camillo è uguale al mio

Il giorno dopo una cena letteraria mi sento sempre “a terra”. 
La sensazione è quella di una bottiglia vuota: tutto il succo è stato assaporato ed è rimasto solo un vetro vuoto e capovolto, buono per la discarica.
Lo so che questa partenza non è delle più allegre, ma descrive esattamente come si sento oggi. Il senso di vuoto e di oblio che mi pervade, si vede e si tocca. Esattamente come il caldo, nei pomeriggi di agosto nella nostra amata “Bassa”: sembra di avere ad una spanna dal naso un velo di vetro bollente, come scriveva saggiamente Guareschi.
 
E proprio del buon Giovannino abbiamo parlato, per due sere filate, qui all’Osteria: abbiamo ripercorso la sua straordinaria vita di “sovversivo romantico”, di galantuomo anarchico, di cattolico picchiatore, di Anti-Comunisti&Trinariciuti… e soprattutto di creatore di personaggi come Don Camillo e Peppone.
Da sua stessa ammissione i personaggi delle storie sono tre: il reazionario prete Don Camillo, il grosso sindaco comunista Peppone, ed il Cristo Crocifisso. 
Cito: “Ecco i miei personaggi: chi li ha creati è la Bassa. Io li ho incontrati, li ho presi sottobraccio e li ho fatti camminare su e giù per l’alfabeto”.
 
Se solo ci si accosta ai libri di Mondo Piccolo, non si può fare altro che innamorarsene… sono storie che parlano di noi, delle nostre anime fallibili ma generose, delle nostre coscienze aspre, dei nostri mondi difficili, della nostra terra “fertile, abbondante, ineffabile, non certo bella, ma qualche volta, al tramonto, anche suggestiva”. Ed è proprio l’incapacità di trovare una descrizione (sia geografica, che storica, che filosofica)  di questa terra “Bassa”, che ha ispirato i grandi poeti e letterati di tutti i tempi, e li ha invitati a scrivere di noi, di ciò che siamo, di ciò che eravamo e di ciò che potremo essere, se solo sceglieremo di lottare per questa “bellezza”.
E’ il grande respiro del fiume che pulisce l’aria, del fiume placido e maestoso… di quel fiume che porta storie e fa incrociare vite e personaggi… di quel fiume che comincia a Piacenza ( per Guareschi il Po nasce in Emilia) e finisce al mare, e che racchiude quella fettaccia di terra arsa dal sole d’estate e piegata dalla neve d’inverno, e arriva fino agli Appennini (quelli emiliani ovviamente).
Eccola la nostra “Bassa” quel luogo dell’anima che ci rappresenta e ci descrive, quel luogo che per tutta la vita rincorreremo e riconosceremo come “La nostra Casa”.

2 pensieri su “Il Mondo piccolo di Don Camillo è uguale al mio

  1. Lettura molto piacevole anche dalla lontana Nuova Zelanda. Spero il prossimo sia di una allegria tale da ribaltare completamente lo stato d’animo.

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