La vie est belle: una settimana gourmet a Carqueiranne

Diciamoci la verità, noi italiane quando passiamo il confine di Stato ci sentiamo sempre un pò in difficoltà.

Sarà che la Francia ci ricorda il mito di Cocò Chanel e Edith Piaf; sarà che ci piace tanto pronunciare parole come “Haute Couture” “Pret a Porter” “C’est la vie”; sarà che siamo cresciute sognando uomini come Alain Delon e Jean Paul Belmondo ed ammirando donne come Barbara Bouchet e Catherine Deneuve; sarà che alle francesi invidiamo il nasino all’insù e l’incomprensibile capacità di fagocitare baguettes senza ingrassare MAI; sarà che questo paese, così vicino e così simile all’Italia, riesce sempre ad affascinarci, intrigarci e farci sognare più del nostro.

E comunque non doletevi, non siamo le sole ad amare smodatamente la Francia.

Tutto il mondo la adora per una importante ragione:  i Francesi sono dei venditori eccezionali.

E noi possiamo ben dire che in Italia il cibo è migliore (e costa meno), il vino è migliore (e costa meno), la moda è migliore ( e costa men.. mah non so) etc etc.

Tutto vero per carità, ma il nostro problema è che pur avendo una qualità altissima, non siamo capaci di vendere come fanno loro!

Forse non siete d’accordo?

Ok. Facciamo un test (anche per uomini). E rispondete senza pensare troppo.

  1. Siete invitati a cena e volete fare bella figura portando del vino. Cosa comprate?Champagne o Metodo Classico italiano? Bordeaux o Chianti? Chablis o Vernaccia?
  2. Siete a pranzo con il vostro capo e volete sembrare intenditori, cosa ordinate? Entrée o antipasto? Dolce o dessert? E quando dovete chiedere dove si trova il bagno usate di preferenza la parola Toilette o la parola Bagno? Qualcuno starà pensando “Io dico Servizi”. Sì vabbè, sappiate che siete in 11 in tutta Italia.
  3. Siete in un negozio di alta moda (o boutique) e cercate qualcosa di speciale, cosa chiedete alla commessa? Lingerie? Foulard di Chiffon? Pochette di paillettes? Collant? Culotte a pois? Gilet? Tailleur?
  4. E quante parole francesi riferite al cibo usate correntemente ? Gratin, foie gras, flan, soufflé, croissant, tapenade, crepes, potage, escargot, cruditè, brisée, omelette, champignons, sono solo i primi esempi che mi saltano alla mente.

Insomma siamo tutti vittime di questa “francesizzazione” ed ogni volta che vogliamo sembrare eleganti e raffinati cerchiamo nel nostro vocabolario una perfetta parola d’oltralpe.

Quindi ammettiamolo una volta per tutte: i francesi sanno vendersi bene, anzi benissimo e noi, cugini di campagna, abbiamo ancora moltissimo da imparare.

Per questo motivo, con tutta l’umiltà di cui sono capace, ho speso ogni nichelino del mio BUDGET (e qui uso una parola inglese, perché quando si parla di soldi gli inglesi sono il faro da seguire) e torno a casa con un Blocco intero di Foie Gras del Perigord, due forme di Epoisses della Bourgogne, 5 kg di Sale di Guerande, 19 confezioni di Crepes di Grano Bretone, una cassa di Rosè della Provenza, ed una fantastica bottiglia di Bordeaux St.Julien 2011 chiamato GLORIA.

Quindi come direbbe Julia Roberts per Lancome: “La vie est belle”. 

Però adesso: AUSTERITY.

3 pensieri su “La vie est belle: una settimana gourmet a Carqueiranne

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