Chi sono, cosa faccio e perché

Sono Gloria Varini.

Dunque analizzando le mie prime tre parole posso già raccontare tre storie:
La prima è sul perché dico “sono” e non “mi chiamo”.
Fu una brava attrice di teatro, ad un corso che feci a Bologna anni fa, che mi disse:” Se nella vita vuoi essere qualcuno, impara almeno a presentarti per bene. Chiamarsi e’ facile, ESSERE richiede un certo impegno”.
La seconda e’ sul fatto di “chiamarsi” Gloria. Mi sono sempre chiesta se i miei genitori sperassero in una figlia dal futuro aureo o se semplicemente fossero fans di Umberto Tozzi… Fatto sta che io credo fermamente nella frase “Nomen Omen: il destino e’ nel nome”.
E la terza storia, quella decisamente più interessante sta nel mio Cognome: VARINI. Dunque, vengo da una famiglia di “buser” (becchino fu il mio bisnonno Varini), “pularol e atur d’operetta” (pollaiolo e attore di operetta fu mio nonno Fermo), “ristoratore e sportivo” (fu mio papà Leopoldo). Senza volerci soffermare troppo sulle donne della famiglia Varini, dove troviamo una cartomante tra le bis, due attrici tra le zie, una grande cuoca come la mia nonna Silvana…

Varini sono anche i fondatori della mia Osteria “Dogana”: mio nonno Fermo venne qui insieme a mia nonna Silvana nel 1976. Si armarono di coraggio, passione e costanza e costruirono ciò che ancora oggi io posso chiamare CASA.

Ad un occhio inesperto parrebbe di aver già letto molto di me, ma in effetti siamo ancora un po’ lontani…

Ho più di 33 anni (tirate pure ad indovinare), non ho figli, ho un cane ed un gatto.

Il cane l’ho scelto. Il gatto invece, come spesso capita, ha scelto me. Io le ho solo dato il nome, al quale peraltro non risponde. Comincio davvero a dubitare che avesse ragione TS Eliot sui tre nomi dei gatti: Io l’ho chiamata Gilda, il che significa che probabilmente il suo vero nome sarà BABALURINA, CIPRINCOLTA o robe così.

Amo il vino. E questa non sembrerebbe essere una gran particolarità, per una che gestisce un’osteria/enoteca, che ha un diploma da sommelier e che ha sempre lavorato nella ristorazione.

Però io amo soprattutto il Whiskey. Nel 2014 dopo un viaggio in Scozia senza meta, ho scoperto il Nettare degli Dei e da allora non l’ho più lasciato.

Con moderazione.

Liscio.

Non torbato.

Nel 2015 a Dubai ho letto “La missione teatrale di Wilhelm Meister” e mi ha illuminato. Chiunque dica che Goethe è un noia, per me si sbaglia di grosso.

Non faccio sport, non uso la bicicletta pur vivendo in pianura, non vado in piscina. Ho sempre sostenuto di avere problemi alle ginocchia e le persone mi hanno sempre creduto… Perché deluderle proprio ora?

“Vivo nel paradosso del fegato grasso”. Adoro il foie gras in ogni sua forma e declinazione, eppure soffro di fegato grasso io stessa.

Ho studiato lingue perché fin da quando avevo 13 anni sapevo di voler viaggiare. Una scelta di cui non mi sono mai pentita. Il mio inglese ed il mio francese mi portano davvero dove voglio. E ne sono orgogliosa.

Come quasi tutte le donne della mia età e generazione posso affermare soddisfatta di avere avuto i capelli di ogni colore.

Ho un fratello più piccolo di 11 anni che mi procura sentimenti contrastanti: a volte lo adoro perché è la proiezione di tutto ciò che potrà essere il futuro delle nuove generazioni, a volte lo detesto per lo stesso identico motivo.
Mio fratello e’ anche una delle ragioni per cui amo l’osteria di famiglia: in quella cucina, lui sta imparando a cucinare, e se non bastasse, sta imparando a vivere.
Ho e ho avuto la fortuna di incontrare molte persone interessanti nella mia vita. Soprattutto nel mondo del teatro.

Vado a cavallo da un pò. Cioè, vado a pony visto che l’up-grade su un cavallo ancora non me lo fanno fare. A mio favore posso dire che la mia pony e’ alta quasi come un cavallo vero.

Nel 2014 ho recitato a fianco di un grande amico attore in uno spettacolo geniale dal  titolo “Iago va veloce”.

Nel 2016 l’osteria Dogana ha compiuto 40 anni di gestione Varini e noi l’abbiamo degnamente festeggiata con un party per più di 300 persone.

Nel 2017 ho deciso di intraprendere un viaggio di 5 mesi, in solitaria, in Inghilterra, paese che ho sempre molto amato.

Nel 2018 durante un corso di teatro, ho ripreso a ballare sulle musiche care a Pina Bausch. E’ stato catartico. E fantastico.

Solo ultimamente ho compreso il significato del termine “Oltre”.

In ogni senso, in ogni modo, in ogni situazione, su ogni piano e dimensione, voglio poter andare oltre. Oltre le apparenze, oltre le resistenze, oltre gli schemi mentali, oltre le cristallizzazioni e le cancrene, oltre il bigottismo, oltre i dogmi, oltre l’esperienza.

Le persone intorno a me, sanno cosa intendo.

E tutte le altre, possono venire a conoscermi.